Appartamento 401 - Yoshida Shuichi

Appartamento 401 – Yoshida Shūichi

Buongiorno a tutti,

oggi sono qui per parlarvi di Appartamento 401, un romanzo di Yoshida Shūichi pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2019.

Di cosa parla?

Appartamento 401 - Yoshida Shuichi
Titolo: Appartamento 401 Autore: Yoshida Shuichi

Ryōsuke, Kotomi, Mirai e Naoki condividono un appartamento in un quartiere di Tōkyō. La vita all’interno trascorre tranquilla, ma fuori dalle mura ognuno è impegnato a gestire difficoltà e battaglie personali. Un giorno inizia a vivere con loro anche un quinto ragazzo, Satoru. Tuttavia, da quel momento nel quartiere iniziano a verificarsi strane aggressioni a giovani donne.

Cosa ne penso?

Appartamento 401 è strutturato in cinque capitoli, dove conosciamo le vite e i pensieri di ciascuno dei cinque protagonisti: Ryōsuke, Kotomi, Mirai, Naoki e Satoru. Sebbene non abbiano niente in comune, condividono un piccolissimo appartamento, all’insaputa dell’affittuario, in attesa di avere sufficienti risorse economiche per trasferirsi. Tra loro coltivano un rapporto di facciata, dove cercano di mostrare solo i loro lati migliori. Tuttavia, nel profondo nessuno sa cosa accade agli altri fuori dalle mura del palazzo e non c’è nemmeno il desiderio di scoprirlo. Ognuno vive recitando il proprio ruolo, con la consapevolezza di essere in una sistemazione provvisoria da cui è possibile andarsene in qualsiasi momento.

Appartamento 401 è, infatti, un romanzo che vuole evidenziare come l’intimità e l’estraneità non siano due concetti lontani, ma siano anzi due lati della stessa medaglia. Convivere con una persona e condividere con lei i lati intimi del quotidiano, significa davvero conoscerla? Questo il filo dei pensieri che seguiamo insieme all’autore, Yoshida Shūichi, nel suo percorso mentre scava all’interno dei suoi personaggi, portando alla luce i lati nascosti di ogni individuo e le pulsioni che lo muovono.

Attraverso le pagine e i racconti di vita dei cinque giovani, emerge un ritratto tagliente della società moderna. I protagonisti si sentono soli circondati da estranei dai quali non vengono compresi fino in fondo. Si percepisce la pressione delle aspettative e la paura di deludere, così come il vortice di passività dal quale si può essere risucchiati. Ad esempio, seduti in tuta sul divano si rimane in attesa che qualcosa accada, guardando film e serie tv che dipingono grandi amori e avventure incredibili. Ogni giorno si partecipa ad un rituale di preparativi, che parte dagli abiti alla cura di sé stessi, per farsi trovare pronti quando arriverà quella fatidica telefonata in grado di cambiare la propria vita.

In questi casi, la prima soluzione addotta è quella di recitare che vada tutto bene, e nel frattempo cercare risposte altrove. L’esterno, però, propone soltanto soluzioni “pronte all’uso” e in “cinque minuti” quasi si stesse parlando di un qualche tipo di primo piatto piuttosto che della propria vita e dei propri ricordi. Così quando i problemi diventano troppi da gestire e la notte non si riesce a dormire, qualcuno cerca rifugio nell’alcol e nella droga.

<<Oggigiorno se hai due settimane libere non è impossibile fare il giro del mondo. Se sei un saccopelista che non ama andare troppo in fretta puoi girare il Vietnam in pullman, come fanno tanti, osservare i contadini che si guadagnano da vivere e intanto “cercare te stesso”. Non ho la più pallida idea di chi sia questo “vero sé” che la gente si affanna tanto a cercare, né tanto meno potrebbe importarmene se poi quello che trovano è un “vero sé” che gli fa schifo e se tornano in Giappone con la coda tra le gambe. Lo so, sono pessima. […]Nel Giappone di oggi, l’unico modo per conservare una dimensione etica è essere pessimi. E’ la verità.>>

Appartamento 401- Yoshida Shūichi

L’aspetto che ho amato di più di Appartamento 401 è la scrittura di Yoshida Shūichi, che riesce a dipingere perfettamente i luoghi, le situazioni e i sentimenti dei personaggi. La scrittura scorrevole, unita ad un utilizzo puntuale ed evocativo delle parole, mi hanno permesso di immergermi nella storia e ad assaporare le situazioni descritte.

L’unico lato negativo di questo romanzo, secondo me, è il lato thriller quasi inesistente. Infatti, dalla trama mi sarei aspettata un romanzo di suspence e mistero, invece la vicenda delle ragazze aggredite si risolve in totale in quasi dieci pagine. Tuttavia, Appartamento 401 è un romanzo che consiglio in quanto mi ha lasciato molto su cui riflettere proprio grazie al suo lato psicologico che indaga sull’animo umano.

E voi lo avete letto? Cosa ne pensate? Fatemi sapere!

Grazie per avermi letto anche oggi, a presto

Mimi

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3 pensieri su “Appartamento 401 – Yoshida Shūichi

    1. Ciao! Si, in effetti è un po’ lento il procedere della storia. Inizialmente dalla trama pensavo fosse un giallo, quindi mi aspettavo mistero e suspense. Invece, si è rivelato essere un romanzo di vita quotidiana che ho apprezzato molto per la struttura e per come dipinge la società moderna, e a tratti quella giapponese. Comunque concordo, a volte la letteratura giapponese è un po’ lenta.

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