La ballata del vecchio marinaio – Samuel Taylor Coleridge

Buongiorno a tutti,

oggi vorrei parlarvi di La ballata del vecchio marinaio, una ballata scritta da Samuel Taylor Coleridge e pubblicata nel 1798 nell’introduzione della raccolta romantica Ballate liriche di William Wordsworth e dello stesso Coleridge.

Probabilmente già conoscerete il tema di questa poesia che è diventata uno dei manifesti del Romanticismo. Infatti, la ballata, divisa in sette parti, narra la sventurata vicenda di un marinaio colpevole di aver ucciso un albatro. A causa di questo crimine, una tremenda maledizione si abbatte sulla sua nave e termina soltanto quando il vecchio marinaio riconosce il suo errore e si pente.

L’albatro è forse il simbolo dell’immaginazione e dell’irrazionalità che viene ucciso senza motivo e senza pietà dalla razionalità dell’individuo. Tuttavia, è anche il simbolo della Natura depredata dalla violenza dall’uomo. La Natura da essere benevolo che aiuta il viaggio in mare dei marinai, si trasforma dunque in forza avversa che si scaglia inesorabile sull’umanità colpevole.

Non ho avuto l’occasione di studiare questo testo a scuola, ma la lettura mi ha così colpita che ho deciso di approfondire l’argomento leggendo alcune analisi e interpretazioni scritte nei libri di testo che possiedo a casa.

Sono rimasta affascinata dalla vita e dalla morte dipinte come due donne che giocano a dadi il destino del marinaio e dell’equipaggio.

Anche l’immagine della nave diretta verso Sud e poi inspiegabilmente verso Nord è il simbolo dell’umanità che vaga alla ricerca del proprio scopo nella vita, senza prendere una vera direzione. Coleridge, infatti, vede l’uomo come un pellegrino sulla Terra che affronta un viaggio sofferente. Per espiare la sua colpa il marinaio è costretto a raccontare la sua storia, così come il cristiano compie un cammino verso la purificazione e la redenzione.

Al termine della ballata il giovane, a cui il marinaio ha raccontato la sua storia, si allontana triste perché ha perso la sua spensieratezza, ma si sente più saggio ed inizia anche lui un suo cammino esistenziale.

Grazie per avermi letto anche oggi, a presto

Mimi

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14 pensieri su “La ballata del vecchio marinaio – Samuel Taylor Coleridge

  1. Ciao Mimi, che bello leggerti! 🙂 Al liceo studiao Wordsworth, ed anche Coleridge; mi sembra di ricordare che forse il libro di letteratura avesse dei versi tratti da questa ballata su cui, ancora forse, si doveva fare un’attività; mi sembra anche che un gruppo metal rock (Metallica?, Iron Maiden? non me lo ricordo) la mise in musica. Buona serata! 🙂

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    1. Ciao Luca! 🙂 Che meraviglia! Io ho frequentato un istituto tecnico commerciale, quindi le ore di letteratura erano poche, e purtroppo non ho avuto occasione di studiare Wordsworth e Coleridge. Sono felice, però, di aver recuperato ora la lettura di questa ballata. 🙂 Non sapevo che fosse stata messa in musica: ora vado subito a cercare la canzone! Grazie 🙂

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      1. Ciao Mimi! 🙂 Mi dispiace aver venduto i testi di letteratura, sia quella inglese, ma soprattutto quelli di francese, che erano fatti benissimo, e inoltre non avevano alcuna attività didattica legata alla comprensione del brano… vabbè, rmai il danno è fatto… Non so se lo sai, ma qui a Roma, in Via del Corso, se non ricordo male, c’è la casa dove Keats, Shelley e Byron hanno soggiornato durante il loro soggiorno romano. Non sono ancora mai stato a visitarla, ma lo farò! In quanto alla canzone, penso si intitoli proprio The rhyme of the ancient mariner; non l’hjo mai cercata, mi sa che mi metto in moto anche io per farlo. 😉
        Tu come stai? Spero bene! Io ho letto un po’, ed ora trascrivo gli appunti scritti sul blocco note del cellulare sul blog, così poi ho tutto sott’occhio per fare la recensione.
        Ti auguro una bellissima giornata! 😉

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      2. Non sapevo che a Roma ci fosse la casa dove Keats, Shelley e Byron hanno soggiornato, ma vorrei assolutamente visitarla! 😍
        Ho ascoltato la canzone degli Iron Maiden, e mi è piaciuta! E’ quasi un modo alternativo di rivivere i momenti della lettura. Da questo punto di vista, mi ha ricordato molto l’album, ispirato all’antologia di Spoon River, intitolato “Non al denaro non all’amore né al cielo” del 1971 di Fabrizio De André. E’ uno dei miei album preferiti di De André. 🙂
        Io sto bene grazie, e tu? Anch’io sto per scrivere una recensione per il blog riguardo il romanzo che ho concluso di leggere ieri sera.
        Sono molto curiosa della recensione che stai scrivendo, appena la pubblicherai verrò a leggerla! 🙂
        Ti auguro una buona giornata anche a te! 🙂

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      3. Sai che la canzone degli Iron Maiden non l’ho mai ascoltata? L’ho aperta su YouTube, e l’ascolterò più tardi. 😉 Non sapevo che De Andrè avesse scritto un album ispirato a Spoon River: l’antologia l’ho letta, ma l’album non lpo conosco; e poi non so, non sono mai riuscito a farmi piacere De Andrè, ma conosco poche canzoni.
        Per leggere la recensione che sto compilando mi sa che dovrai aspettare un bel po’: sono a pag. 530 di un libro che ne ha più di 700!! 🙂 Ad ogni modo, tra stasera e domani potrei finire un ebook, e potresti leggere quella… 🙂
        Un abbraccio. 😉

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