L’albero del riccio – Antonio Gramsci

Buongiorno a tutti,

oggi vi vorrei parlare di L’albero del riccio, una raccolta di racconti di Antonio Gramsci. In particolare i racconti sono racchiusi nelle lettere che Gramsci scrisse ai propri figli mentre era in carcere dove era stato rinchiuso dal regime fascista l’8 novembre 1926.

Trama:

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“Questo libro contiene storie delicate e avventurose insieme che parlano di briganti e di animali, di ricci, di volpi, di cavalli, di passeri, di struzzi e di pappagalli. L’autore, Antonio Gramsci, le scrisse per i propri figli mentre si trovava in carcere dove era stato rinchiuso dal regime fascista: non si voleva – fu detto – che una mente tanto fervida come quella di Gramsci potesse comunicare al popolo i propri pensieri. Sono storie narrate non direttamente, ma lettere, inviate ai figli o alla moglie o alla cognata. Sono in pratica affascinanti racconti che narrano episodi di vita, molti veri, adatti ai ragazzi e ai giovani lettori.”

 

Cosa ne penso?

Antonio Gramsci intrattiene una corrispondenza con i suoi figli in cui si racconta ripercorrendo i suoi ricordi di infanzia sarda: il mare, gli incontri con vari animali, la scuola, la scelta di cosa fare in futuro, l’inseguimento da parte dei briganti, etc. In altre occasioni narra alcune storie tratte da fiabe di famosi autori e libri di grandi scrittori come Puskin, Gorki e Tolstoj.

Attraverso un linguaggio semplice riesce a trasmettere alcuni importanti insegnamenti, e allo stesso tempo non manca di rimproverare i figli quando non mantengono le loro promesse o si fanno troppo distrarre dai divertimenti. Seppure a distanza, Gramsci cerca di educare i propri figli utilizzando le lettere. Invita loro a non lamentarsi, ma anzi a reagire con forza così da trasformare le difficoltà in opportunità per rafforzarsi.

La maggior parte delle lettere sono indirizzate ai figli Delio e Giuliano, altre alla cognata e alla moglie, altre ancora alla sorella e alla madre.

Gramsci morirà poco più di dieci anni dopo (27 aprile 1937) a causa della lunga tortura carceraria. Nonostante ciò, riuscì per tutto il tempo della sua incarcerazione a mantenere vivi i suoi rapporti con le persone care e la sua immaginazione.

In questa raccolta non vi è traccia di politica, bensì emerge la preoccupazione di un padre e il dolore dal rimanere lontano dai propri familiari.

 

E voi lo avete letto? Cosa ne pensate? Fatemi sapere!

Grazie per avermi letto anche oggi, a presto

Mimi

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5 pensieri su “L’albero del riccio – Antonio Gramsci

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