Troy – la caduta di una città (1° stagione)

Buongiorno a tutti,

oggi sono qui per parlarvi di una miniserie tv Troy – La caduta di una città, creata da Netflix nel 2018, basata sull’Iliade e la guerra di Troia in generale.

Trama:

7249ec282ba47d0121f6356b717c4a61“Una storia epica di amore e guerra, intrighi e tradimenti raccontata dal punto di vista della famiglia reale troiana nel cuore dell’assedio. L’amore di Elena e Paride dà il via a una catena di eventi che minaccia le loro famiglie e la città di Troia. Un assedio durato quasi dieci anni.”

Cosa ne penso?

La miniserie si basa sull’Iliade e più in generale parla della guerra di Troia. Le vicende sono accompagnate da effetti speciali e musiche.

Il racconto risulta talvolta romanzato e sono molte le imprecisioni rispetto al testo originale. Ho avuto l’impressione che la visione offertaci dal regista è di Elena vista come una strategia greca per distruggere Troia e impossessarsi così di un luogo strategico. Infatti durante gli episodi viene fatto intendere più volte allo spettatore che Elena non sia così innocente come vorrebbe sembrare. Viene dipinta come una donna bella, forte, indipendente ma soprattutto furba.

Troy – la caduta di una città è una miniserie che ha fatto molto discutere. In particolare , la critica non ha apprezzato la scelta di attori afroamericani per il ruolo di Achille, Patroclo e Zeus.

Il cast risulta un punto debole della miniserie: l’interpretazione non è ottima, ma anzi spesso alcuni attori sembrano riservare la stessa espressione facciale per ogni tipo di scena.

Ecco il trailer: qui.

E voi l’avete già visto? Cosa ne pensate?

Grazie per avermi letto anche oggi, a presto

Mimi

6 pensieri su “Troy – la caduta di una città (1° stagione)

  1. Ho guardato metà della prima puntata e poi mi sono rifiutata di continuare, è una serie talmente assurda che mi ha fatto arrabbiare tantissimo. Sono dell’opinione che se vuoi scrivere una storia tua ma prendi spunto da grandi opere perché non hai abbastanza fantasia per scrivertela da solo, hai due possibilità: o segui l’opera oppure prendi un personaggio di quel mondo che però non è uno dei protagonisti e ci inventi quello che vuoi.
    Scusa lo sfogo, ma veramente non sopporto questa tendenza che ha Netflix di fare serie su libri famosi (solo per prendersi la loro fama e parco di lettori) e poi inventarsi storie a caso. Sono troppo estrema?

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    1. Ciao! Ti capisco moltissimo! Io ho guardato le puntate come se facessero parte di una “fanfiction” o fossero una storia alternativa: “ecco come sarebbe andata se….”. Ultimamente non solo ho riscontrato la tendenza che hai detto tu ma sono anche rimasta un po’ delusa da alcune serie Netflix. Per esempio la seconda stagione di Tredici mi ha lasciato un po’ perplessa…

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      1. D’altronde, c’era veramente bisogno di fare una seconda stagione?
        Per carità, mi piace il concetto di Netflix però se non avessero prodotto certi film e serie tv idiote, avrebbero avuto i soldi per continuare capolavori tipo Sense8 😉

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      2. Si hai ragione, anche secondo me bastava una stagione. Invece in questo modo, dopo aver visto la seconda stagione, la mia opinione complessiva è diventata piuttosto negativa.
        Condivido quello che hai scritto su Sense8! La amavo troppo e ancora non me ne capacito…

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