Sinfonia Leningrado – Sarah Quigley

Buongiorno a tutti,

oggi sono qui per parlarvi di “Sinfonia Leningrado” di Sarah Quigley e pubblicato da Neri Pozza nel 2012.

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Editore: Neri Pozza
Anno edizione: 2012
Pagine: 381 p., Brossura
EAN: 9788854505902

Trama:

“Il mondo correva su un binario, lui su un altro. Ed era sempre stato così”.

È l’inverno del 1941 a Leningrado. La città è stretta nella morsa dell’esercito tedesco e sembra frantumarsi sotto le granate nemiche. I corpi dei caduti vengono ammassati ai lati della Prospettiva Nevskij. Ovunque, suoni terribili: lo stridore delle slitte cariche di cadaveri, le terrificanti esplosioni dei candelotti di dinamite impiegati per scavare fosse comuni, l’ululato dei cani e dei gatti randagi uccisi per sfamarsi. Per le strade della città, dove esseri umani strisciano come spettri in mezzo a mucchi di rifiuti sperando di rimediare qualche avanzo, per poi morire lì dove si trovano, Karl Il’ic Eliasberg, il direttore dell’Orchestra Radiofonica di Leningrado, avanza a fatica. È reduce da un incontro con il direttore della radio e con i responsabili del Dipartimento delle Arti. Gli hanno trasmesso un ordine di Zdanov, il segretario del partito che guida la difesa della città, un ordine che non ammette repliche: ricostituire l’Orchestra Radiofonica, sciolta per la morte di buona parte dei suoi componenti, per eseguire la Settima Sinfonia che Dmitrij Sostakovic ha appena terminato lontano da Leningrado. Eliasberg è paralizzato dalla paura e dal desiderio. Mai in vita sua gli è stata offerta un’opportunità del genere, e mai la posta è stata così alta. Tuttavia, come portare a termine quel compito così imponente con i pochi musicisti rimasti, stremati dalla fame e con le mani e i piedi tormentati dai geloni, e i volti di un pallore mortale e coperti di piaghe?

 

Cosa ne penso?

Non è facile per me iniziare questa recensione. Ho iniziato la lettura di questo libro con molte aspettative alimentate da numerose opinioni positive e da uno splendido incipit. Nel corso della lettura però il mio entusiasmo è andato scemando lasciandomi abbastanza insoddisfatta e perplessa. Cercherò di fare chiarezza con voi e spiegare le ragioni di ciò. Prima però ci tengo a sottolineare che quelle che andrò scrivendo sono esclusivamente opinioni personali e che mi sento di esporre per onestà nei confronti di chi starà leggendo questo piccolo articolo.

Il primo aspetto è stato la difficoltà a capire la struttura del romanzo e a delineare chi erano i “protagonisti” di questo, poiché in ogni capitolo cambiava il punto di vista senza però che fosse segnalato chi sarebbe diventato il nuovo narratore. Un secondo aspetto è stata la confusione che ho provato durante la lettura a causa del fatto che veniva narrata la storia passata e le piccole abitudini quotidiane di molti personaggi, spesso interrompendole e riprendendole a distanza di capitoli. Ora a lettura conclusa, se ripenso alle loro vicende sento di non avere un quadro chiaro in mente, ma anzi ritrovo alcune tessere mancanti.

Inoltre, non ho ben capito qual era lo scopo della storia. Infatti, la missione di Sostakovic era comporre la sua sinfonia e di Eliasberg era suonarla, ma degli altri personaggi che narravano? I capitoli si succedevano e io non percepivo da parte dei vari narratori e protagonisti quale fosse il loro scopo o la missione che si erano preposti. Trovavo solo un susseguirsi di dettagli quotidiani, ben descritti, ma lasciati senza un motivo.

Vorrei segnalare però anche un aspetto positivo che mi ha permesso di concludere la lettura ovvero le descrizioni delle condizioni di vita durante il periodo della guerra che risultano realistiche e molto forti. Inoltre, ho apprezzato molto anche le immagini evocate riguardo la musica.

“Quanto può valere una vita se vivere diventa un inferno?”

Sono molto dispiaciuta perché aspettavo di leggere questo romanzo da molto tempo e nutrivo grandi aspettative soprattutto perché al centro vi è un argomento che mi interessa e affascina moltissimo. Cosa si nasconde dietro alla composizione di una Sinfonia? Cosa pensa chi sta dirigendo un’orchestra? Quali sono le sensazioni di un violinista? Penso che il romanzo nasconda in sé un grande potenziale che però non ho saputo cogliere a causa dei motivi che ho scritto sopra.

Stelline: 2 su 5

“Come un gabbiano che vola in circolo sopra una chiatta, senza sapere dov’è diretto, nè che cosa potrebbe guadagnare seguendola”.

Vi lascio la traccia della Sinfonia n 7 di Dmitrij Sostakovic, le cui note hanno accompagnato le pagine durante la lettura e che, al di là del libro che ne narra la sua storia, è una Sinfonia splendida.

 

E voi lo avete letto? Cosa ne pensate? Fatemi sapere!

Grazie per avermi letto anche oggi, a presto

Mimi

 

 

3 pensieri su “Sinfonia Leningrado – Sarah Quigley

  1. Ciao cara Mimi, ho etto con attenzione la trama e le tue impressioni, e tutto sommato non mi dispiace il fatto che non ti sia piaciuto; questo perché – per quanto mi riguarda – sto vivendo un periodo felice e non mi va di rattristarmi leggendo romanzi che abbiano come sfondo la guerra; non sto neanche più leggendo i thriller… Ti auguro un pomeriggio meraviglioso! Un abbraccio ❤

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      1. Grazie della comprensione 🙂 Perché rovinarsi un periodo così bello leggendo cose tristi? A me che piacciono i thriller, e ne ho diversi in libreria, adesso non li voglio più acquistare. ❤ Un abbraccio anche a te ❤

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